L’ultima tappa del Giralagune: tra natura, storia e mare
17 km su asfalto – Difficoltà bassa – 7 punti di interesse
L’Itinerario 08 del percorso Giralagune rappresenta l’ultima emozionante tappa di un viaggio attraverso il Veneto Orientale. Si parte da Lugugnana per arrivare a Bibione, attraversando un territorio che alterna ambienti rurali, ecosistemi protetti, siti archeologici e tratti costieri. Un finale spettacolare per un percorso che ha saputo unire pedalate rilassanti, immersioni nella natura e sorprese culturali.
Un itinerario tra terra e mare
L’ultimo tratto del vostro viaggio nel cuore del Veneto Orientale vi conduce a Bibione, unendo la tranquillità dell’entroterra alla vivacità del mare. È un finale esplosivo per un percorso eccezionale, che offre un ultimo, indimenticabile assaggio di bellezza naturale, storica e balneare. Da non perdere il faro di Punta Tagliamento e gli scavi archeologici di Valgrande.
Ogni tappa del Giralagune è un’esperienza unica, una fusione tra l’avventura cicloturistica, la scoperta culturale e il puro relax. Preparati a vivere un viaggio indimenticabile, pedalando attraverso il cuore pulsante del Veneto Orientale.
Valgrande: tra biodiversità e archeologia nascosta
Valgrande, nei pressi di Bibione, è un ecosistema raro, dove la natura si fonde con la storia. Creatasi nel Seicento per volere del patrizio veneziano Antonio da Molin, che allagò l’area per l’allevamento di pesci, oggi Valgrande è una Zona di Protezione Speciale e Sito di Importanza Comunitaria. Questo polmone verde ospita fenicotteri, cavalli bradi, testuggini e numerose specie di uccelli, ed è visitabile in modalità slow: a piedi, in bici, a cavallo o in kayak.
Dal 2018, scavi condotti dalle Università di Padova e Ratisbona hanno riportato alla luce una villa romana situata presso il Mutteron dei Frati. La struttura, impreziosita da mosaici, affreschi e reperti legati alla pesca, testimonia la prosperità economica della zona in età imperiale.
Il Faro di Punta Tagliamento: luce tra le dune
Costruito nel 1913, il Faro di Bibione sorge nel punto più orientale della località. Dopo la distruzione durante la Prima guerra mondiale, fu ricostruito e oggi rappresenta non solo un punto di riferimento per i naviganti, ma anche un centro culturale e naturalistico. Immerso in una rigogliosa pineta, il faro ospita mostre, eventi e collegamenti cicloturistici tramite il servizio estivo X-River, che unisce Bibione a Lignano Riviera.
Bibione romana: la villa dimenticata di Valgrande
Alle spalle della spiaggia affollata, Bibione nasconde un tesoro archeologico. La villa romana di Mutteron dei Frati, visitabile su prenotazione, è una delle scoperte più significative del Nordest italiano. Costruita nel I secolo d.C. con pietra di Aurisina, fu centro logistico e residenza signorile. I numerosi scavi hanno restituito ambienti con mosaici, tracce di pitture, una sala di rappresentanza e persino una moneta dell’imperatore Onorio, che testimonia l’uso della struttura fino al V secolo.
La Batteria Vettor Pisani: architettura militare tra storia e natura
Nel comune di Cavallino Treporti sorge la Batteria Vettor Pisani, struttura difensiva costruita tra il 1909 e il 1912. Con le sue torri telemetriche e il tunnel centrale, rappresenta un esempio di architettura militare che prelude al brutalismo. Oggi ospita un Museo della Grande Guerra, con uno sguardo rivolto alla difesa costiera e al ruolo del Veneto durante i due conflitti mondiali.
Il faro di Piave Vecchia: sentinella tra passato e presente
Situato tra Jesolo e Cavallino, il faro di Piave Vecchia venne costruito nel 1845 dal governo austriaco. Utilizzato anche durante le guerre mondiali, oggi è sede della Guardia Costiera di Jesolo. Con i suoi 48 metri e 243 gradini, resta una delle strutture più suggestive della costa adriatica.
La palude, tra memoria e rinascita
Il territorio del Veneto Orientale è stato per secoli segnato dalla presenza delle paludi, ambienti fertili ma anche causa di malaria e arretratezza. Dalla Serenissima all’Unità d’Italia, passando per la bonifica fascista e la lotta al morbo tramite il DDT nel dopoguerra, l’area è oggi esempio di recupero ambientale e turismo sostenibile.
I murazzi e le grandi alluvioni: difese contro la marea
Dal XVIII secolo i murazzi difendono Venezia dalle mareggiate. L’alluvione del 1966, che colpì duramente Venezia e le coste orientali, fu il punto di svolta per nuove politiche idrauliche e ambientali. Da allora, opere come il MOSE hanno cercato di bilanciare natura e sicurezza.
Torre di Fine: la bonifica diventa paesaggio
Il piccolo borgo di Torre di Fine è simbolo della bonifica moderna. Frutto del lavoro del Consorzio Ongaro Inferiore, oggi è testimonianza vivente di un’epoca in cui l’uomo strappò le terre al mare per renderle coltivabili e salubri. Le idrovore, l’urbanistica razionale e la chiesa di San Ferdinando raccontano questa grande impresa.
Jesolo e le Antiche Mura: alle origini di Equilio
Prima di essere la celebre località balneare che conosciamo, Jesolo era Equilio, tappa intermedia tra Ravenna e Aquileia. Oggi, nell’area delle Antiche Mura, è possibile visitare una mansio romana, i resti di tre chiese sovrapposte (tra cui una basilica musiva) e la Turris Plave. Gli scavi più recenti hanno riportato alla luce una necropoli altomedievale e una canoa monossile, testimonianza dell’antico legame tra uomo e laguna.
Conclusione
L’Itinerario 08 del Giralagune, da Lugugnana a Bibione, rappresenta l’apice di un’esperienza cicloturistica senza eguali. Tra natura incontaminata, fari maestosi, reperti romani e testimonianze storiche, si conclude un viaggio emozionante nel cuore del Veneto Orientale. Un itinerario che lascia il segno, e che invita a tornare.